| Data: 8/7/2008 |
| Nick: ricky82 |
| Età: 31 |
| Sesso: m |
| Provincia: PERUGIA |
Domanda:
Gentilissimo Professore,
innanzitutto le faccio i complimenti per il sito e per la disponibilità che dimostra nei confronti dei suoi pazienti.
Le spiego il mio problema, sono un ragazzo di 26 anni, e da quasi due anni ormai convivo con un al testicolo sinistro, nella zona dell'epididimo. Il dolore è praticamente costante, ma lo sento solamente fortissimo solo ogni volta che tocco il testicolo in una determinata zona (credo sia quella dell'epididimo), oppure se metto dei pantaloni stretti: solo raramente (soprattutto nei primi periodi lo scorso anno) il dolore lo sento anche se non tocco il testicolo, costringendomi a prendere gli antifiammatori per alleviarlo (Aulin).
Ho girato vari specialisti (sia urologi che andrologi), con diagnosi discordanti: qualcuno mi ha diagnosticato una prostatite, altri invece hanno escluso la prostata. Ho fatto praticamente tutti gli esami possibili (ecografie testicolari, spermiogramma, esame doppler, tampone uretrale): l'unica cosa sicura è che il testicolo risulta perfetto (così mi dicono..), solo l'epididimo risulta ingrossato. Dalla spermiografia solo un valore risulta ampiamente sballato (si tratta delle ROUND CELLS, ampiamente sopra la norma); il tampone uretrale ha invece evidenziato un batterio "streptococco agalactie".
Ho provato la terapia antibiotica (sia generale per una eventuale prostatite sia mirata a questo batterio), ma senza nessun risultato. Secondo i medici che ho visitato questo batterio non può essere la causa del mio dolore. Ultimamente sono stato anche dal Prof. Guercini a Roma, il quale era sicuro fosse uno spasmo perineale: abbiamo quindi fatto una despasmizzazione del pavimento pelvico (cura sia farmacologica che "manuale"): purtroppo però non ho trovato nessun giovamento da questa cura.
Non so più cosa fare, i 5 medici che mi hanno seguito mi dicono che sembra tutto normale e che "prima o poi passerà..": in realtà questo dolore non è mai sparito del tutto e comincio anche psicologicamente a non sostenere più questa situazione.
Una cosa importante: ho avvertito per la prima volta questo dolore in seguito ad un coito interrotto durante un rapporto sessale con la mia ragazza, un'interruzione piuttosto "forzata", nel senso che ho veramente fatto uno sforzo immane quella volta per trattenermi (avevo le contrazioni tipiche prima della fuoriuscita della sperma, ma nonostante questo mi ero trattenuto evitando l'eiaculazione e sono convinto (anche se gli specialisti che ho contattato non gli hanno dato peso) che il problema è nato o peggiorato da questo evento: ho avvertito infatti subito dolore al testicolo durante questa fase di "trattenimento".
Le chiedo lumi in merito a questo problema.
Grazie per l'attenzione.
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Risposta:
Il quadro che descrive, per quanto evidentemente sottovalutato o malvalutato anche in ragione probabilmente della non contestualità degli esami oltre cvhe della loro incompletezza esecutiva, è certamente connesso a una forte congestione pelvico-prostatica che nessuno ha trattato con terapia ricostitutiva e riequilibrante (come è la sua nutrizione? fuma?, quanta atività fisica svolge e di che tipo? quanto è il suo livello di stress?): a nulla servono antibiotici e antinfiammatori in un organsimo squilibrato. Come è messo il prepuzio? Come è messo lo scroto e i testicoli? L'impressione che la congestgione pelvico-prostatica sia estesa all'epididimo, in particolare il sinistro, e mgari con un idrovaricocele minimizzato e sottovalutato. Come sono i parametri spermatici? Ha il suo sperma almeno il 60% di spermatozoi con mobilità progressiva rettilinea e integri? L'elevata presenza di cellule rotonde (che hanno natura diversa, dalle cellule infiamamtorie a quelle germinali a quelle tumorali) non è per nulla un buon segnale in relazione alla funzione testicolare e mi sembra poco probabile che i testicoli siano in ordine: soprattutto il sx... come si fa a definire perfetto un testicolo con l'epididimo congesto e infiammato, lo sanno solo i medici che l'hanno seguita sinora! Due anni buttati al vento all'inseguimento di un sintomo e nessuna valutazione organica e contestuale con una attenta analisi del problema... questa è la triste realtà. Ora non le resta che rifare completamente e contestualmente il punto della situazione con un andrologo molto attento che sappia eseguire con attenzione e valutare con molta cura i dovuti esami epoi attivare il corretto percorso terapeutico, che magari potrebbe richiedere alcune soluzioni chirurgiche per idrovaricocele e parafimosi, ove sussistano. Se vuole mi chiami al 335226344 e fisseremo un appuntamento per fare quanto serve in mezza giornata (costo complesivo di circa 2000 €) oppure, se preferisce, per una valutazione preliminare con il riesame di quanto ha fatto (costo circa 350 €). |
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| Data: 8/7/2008 |
| Nick: ts1 |
| Età: 39 |
| Sesso: m |
| Provincia: TARANTO |
Domanda:
Salve dottore mi riscuso per l'insistenza e cocciuta noia che potrei darle ma devo dirle una cosa che per me e molto preoccupante ho fatto di testa mia senza parere del mio urologo che sono in cura. Giorno 2 di luglio ho fatto la transrettale sono andato spedito tranquillo a farmela ma poi sono uscito scoraggiato il risultato e questo prostata congestionata di grosso volume al di sopra della norma e poi la cosa peggiore un adenoma di 0,9 cc e quello che mi fa tanta paura . Ma la cosa che mi impressionata e la risposta dell'urologo esame va bene e non c'e bisogno di una cura antinfiammatoria ora e normale tutto questo devo vivere con questa preoccupazione? Scusate ancora per la vostra pazienza grazie ancora . Buonasera!!!! |
Risposta:
Lasci perdere l'adenoma che certamente non c'è (lei è troppo giovane per avere un adenoma per piccolo che sia!) e che invece è solo uno stato infiamamtorio-congestizio periuretrale mal interpretato per mancaza della fase doppler della valutazione. Lei fa di testa sua e il suo urologo persoste nel sottovalutare e nel valutare senza contestualità dei dovuti esami il quadro complessivo. Il risultato è che lei è un anno che mantiene inalterati o forse peggiorati i suoi disturbi e il suo stato congestizio-infiammatorio che merita un adegutato trattamento ricostitutivo e riequilibrante (non una terpaia antinfiammatoria o antibattica che non servirebbero a nulla, ma neanche gli psicofarmaci!) per un adeguato periodo (non meno di un anno) intercalato dai doverosi controlli bemn fatti. Lei deve finalmente prendere in mano la situazione e darle soluzione con l'aiuto di un andrologo molto attento che coordini tutto il quadro e le procedure diagnostiche, altrimenti non rislverà nulla e rischia di andare incontro ad uno stress e ad una depressione difficili poi da riequilibrare, oltre alla prosecuzione della patologia pelvico-prostatica con tutto ciò che ne consegue (disfertilità in primo luogo). |
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| Data: 8/7/2008 |
| Nick: kikkorm |
| Età: 45 |
| Sesso: m |
| Provincia: ROMA |
Domanda:
Gentile Professore,
ho letto in questi giorni che dei ricercatori inglesi abbiano detto che a partire dai 40 anni il seme dell'uomo, contenendo sempre maggiori mutazioni genetiche a livello degli spermatozoi, potrebbe dare problemi in eventuali gravidanze con conseguenti molto probabili interruzioni, a differenza di quanto avveniva in precedenza quando fino a ben oltre i 70 anni, ogni maschio avrebbe concepito senza grossi problemi di interruzione di gravidanze.
Avvicinandomi ai 40 e sperando ancora di trovare l'anima gemella, davvero ci sono riski del genere? Fino ad ora i 40-50enni non mi pare abbiano avuto grandi problemi nell'avere bambini a differenza magari delle mamme ultra 40enni. Ci sono riski di interruzione di gravidanza o anke di malformazioni per i nascituri??
E possibile fare esami del liquido seminale per verificare se ci siano già queste malformazioni in atto, e queste da cosa potrebbero dipendere? Grazie. |
Risposta:
Non so dove abbia letto la comunicazione e se mi dà gli estremi posso verificarla... non mi risulta ci siano articoli sulle fondamentali riviste andrologiche nel merito. Non vorrei fosse il solito "scoop" di qualche giornalusta italiano che non ha ben compreso l'articolo originale (ammesso che ci sia e che non siano chiacchere tra ricercatori e giornalisti). In ogni caso non ha senso sostenere che a partire dai 40 anni ci siano maggiori quantità di mutazioni negli spermatozoi... nessuno a quanto ne so si è mai preso la briga di misurare il numero di mutazioni complessive presenti nel DNA degli spermatozoi per fasce di età e quindi nessuno può sostenere quella affermazione non confrontabile con dati utili. Meno che mai con quanto ci fosse negli uomini ultraquarantenni di 20 o 30 anni fa quando tali valutazioni non esistevano neanche! Che poi le condizioni ambientali e di vita che spesso oggi abbiamo nelle città siano più tossiche e più mutagene di 50 anni fa è un fatto inequivocabile e che tale fatto favorisca l'iunsorgenza di tumori o aaltre patologie è altrettanto vero, ma da qui ad affermare che ciò condizioni il successo di una gravidanza in un cinquantenne piuttosto che in un ventenne... ce ne passa. I maschi hanno sempre avuto un sacco di problemi che nei decenni passati erano con una certa frequenza risolti con le fecondazioni "alternative" da parte delle partner, mentre oggi che le partner vogliono il figlio dal loro uomo i problemi emergono. Così come i problemi emergono poiché la maggiore età a cui si hanno i figli comporta una maggiore "usura" dell'apparato genitale che i maschi in particolare non controllano praticamente mai e di cui in realtà sanno poco o nulla sino al giorno in cui i problemi emergono impellenti. Sono gli stati infiammatori e congestizi e gli idrovaricoceli trascurati, il fumo, l'alimentazione squilibrata, lo stress le fondamentali condizioni che alterano la buona spermiogenesi ed è ovvio che più a lungo tali fattori, insieme a quelli ambientali, apossono agire, meno buona sarà la spermiogenesi. Se lei è sano e ha un equilibrato stile di vita, la sua spermiogenesi sarà efficace... diversamente avrà dei problemi. Per sapere come la sua struttura genitale sta e come funziona basta fare i dovuti esami con un andrologol molto attento e che esegua le cose con la maggiore contestualità possibile. Poi si vedrà se e come agire. |
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| Data: 7/7/2008 |
| Nick: rochy |
| Età: 33 |
| Sesso: m |
| Provincia: COSENZA |
Domanda:
Egregio Dr. Rando,
cercherò di riassumerLe in breve il mio caso sperando che mi dia qualche consiglio utile per venir fuori da una situazione alquanto complicata. Sono un ragazzo di 28 anni, operato di varicocele nel 2001 con legatura alta. Dopo l'intervento non ho avuto i miglioramenti tanto attesi per quanto riguarda la mia oligozoospermia con valori rimasti sempre compresi tra i 14 e i 15 milioni/ml. Nei mesi successivi (periodo 2002-2003)l'urologo con il quale ero in cura decise perciò di effettuare qualche stimolazione e mi fece fare dapprima una terapia di con MENOGON (miglioramento del numero 22 milioni/ml ma non della motilità); poi dopo quattro mesi di riposo mi prescrisse una cura con nolvadex x due mesi( miglioramento sia del numero 28 milioni/mil che della motilià); dopo 6 mesi ho effettuato un nuovo spermiogramma senza terapia (ritorno a 14 milioni/ml); nuova cura per due mesi con ANDRIOL 1 cp x 2 volte al dì (miglioramento 36 milioni/mil). A questo punto l'urologo mi disse di effettuare uno spermiogramma di controllo almeno una volta l'anno per tenere sotto controllo la situazione e che potevo stare tranquillo perchè al momento di dover concepire non ci sarebbero stati problemi visto che il mio spermiogramma rispondeva bene ai trattamenti farmacologici.
A febbraio 2007 siccome mi trovavo a Pisa decisi di andare a fare una visita andrologica di controllo all'Ospedale di Pisa e qui l'andrologo mi disse che secondo lui avevi dinuovo un varicocele di 2-3 grado che mi consigliò di risolvere con la scleroembolizzazione. Mi mandò da un suo collega che dopo ecocolordoppler confermò la sua diagnosi e mi propose di effettuare lui insieme ad un suo collega l'intervento di scleroembolizzazione al costo di 2500 euro. La cosa mi insospettì e non poco, per cui ritornato a Cosenza feci altre tre visite con tre urologi diversi che mi dissero tutti la stessa cosa e cioè che era presente solo un reflusso modestissimo riferito ad un varicocele subclinico di 1 grado che non poteva essere la causa della mia oligozoospermia e quindi mi sconsigliarono tutti e tre l'intervento.
L'ultimo dei tre per approfondire la cosa mi fece fare degli esami ormonali dai quali è risultato un valore sotto la norma di testosterone libero con tutti gli altri valori (TEST. TOT. - PRL -FSH LH) nei parametri e mi disse che la causa della mia oligozoospermia era questa. Mi ha prescritto così una cura con STRIANT 30 mg 1 cp mattina e 1 cp sera x 75 giorni. Mercoledì scorso ho terminato la cura e allo spermiogramma è risultata AZOOSPERMIA. Oggi ho ripetuto l'esame in un altro laboratorio che ha confermato il dato.
Ora vorrei chiederLe se pensa che questa inibizione della spermatogenesi sia reversibile come mi è stato assicurato dall'urologo e se è così quanto dovrò attendere perchè i valori ritornino almeno pari a quelli di partenza? E poi come mai la cura effettuata nel 2002 con ANDRIOL aveva portato benefici pur trattandosi sempre di testostrone? E' vero che un varicocele subclinico non va operato?
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Risposta:
Ovviemente la legatura alta non poteva e non può, così come la scleroembolizzazizone risolvere i reali problemi di varicocele in quanto lasciano in sede e pervie le vene ectasiche (dilatate) intrascrotali e i relativi reflussi, anche se questi non sempre sono facilmente rilevabili. Inoltre è molto probabile che lo stato analogo e abbondantemente sottovalutato sia anche a dx. Poco importa che sia di 1^ o di 3^ grado... quando i testicoli sono in sofferenza (i suoi lo sono entrambi) non producono o producono male. A tenerli in sofferenza poi ci sono certamente altri due elemebnti che nessuno si è curato di definire e quindi trattare... la certa e consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica e la probabile parafimosi che concorre a sostenere lo stato infiamamtorio del glande e dell'area pelvico-prostatica. Il testsosterone libero è un dato matematico e non ha alcun significato quando sia estrapolato dal resto dei dati ormonali e soprattutto in assenza della determinazione del DHT e della SHBG... la somministrazione del testosterine che le hanno profuso alla fine non ha fatto altro che indurre l'arresto produttivo (in pratica è come se avesse fatto una terapia anticoncezionale che, come ben dimostrato ha un breve periodo di incremento e poi la caduta sino all'azoospermia)... insomma via un disstro ne hanno attivato un altro, tralasciando di definire e valutare e quindi metterein adeguata terpaia i diversi aspetti del suo problema. E' possibile, ma non è scontato che in assenza di totale terapia la spermiogenesi in un anno possa spontaneamente riprendere... tutto dipende dai danni prodotti dalle sconsiderate terapie effettuate a base di carichi ormonali tanto inutili quanto ingiustificati. Inoltre poco importa, entro certi limiti, quale sia la concentrazione delgi spermatozoi, poiché ciò che conta è la concentrazione degli spermatozoi efficaci (mobili rettilinei ed integri simultaneamente): in altre parole anche se lei avesse 100 mil/ml di spermatozoi am solo il 10% o il 5% spermatozoi efficaci, sarebbe un disastro... forse rimediabile, ma sempre un disastro. Un varicocele, che spesso è un idrovaricocele e che altrettanto spesso è bilaterale, deve essere definito con curaq e nel contesto degli altri problemi strutturali e funzionali e solo in tale contesto, quando è nelle forme minori (1^ grado), si deve decidere se operare o meno ma sempre con tecnica radicale transcrotale. In ogni caso sempre, quando in tale forme lievi o moderate non si ha soluzione di esso anche in presenza della soluzione della congestione pelvico-prostatica... la presenza dell'idrovaricocele tiene in sofferenza i testicoli. Ovviamente va tenuto presente che la ripresa funzionale testicolare dopo lintervento richeide, con adeguata terapia di riequilibrio non meno di 12-18 mesi, quindi perdere tempo serve solo a non avere le soluzioni quando poi servono in tempi brevi. A questo punto è evieente che è tutto da rifare, facendo l'accurato punto della situazione con un andrologo molto attento che esegua contestualmente il pacchetto intero di esami necessari (veda la scheda per la prostatite) e poi imposti il corretto percorso terapeutico con le correzioni chirurgiche che si renderanno necessarie. Non è detto che chi non fa pagare le prestazioni abbia sempre ragione e chi le fa pagare abbia sempre torto... ciò che deve tenere presente è l'esauriente e chiara risposta ai quesiti che il suo quadro pone e a cui oggi l'andrologo può provvedere purché sia aggiornato e molto attento. |
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| Data: 7/7/2008 |
| Nick: maverik46 |
| Età: 30 |
| Sesso: m |
| Provincia: TERAMO |
Domanda:
Grazie dottore per la risposta .Cosa intende con "la frequenza e quella modalità le ha indotto fattori stressogeni nella gestione che, questi sì, possono aver influenzato la buona vascolarizzazione con l'adguata capacità di espansione dei corpi cavernosi"? Aggiungo che il mio pene ha una leggera curvatura a sinistra (negli slip lo porto a sinistra) e il glande e' leggermente ruotato, ma poco . Non puo' essere questo una conseguenza del mio modo di masturbarmi che constringeva il pene a restare negli slip e e "arollare"? |
Risposta:
Può anche essere che la lieve curvatura e rotazione del glande possa parzialmente dipendere dalla sua modalità di fare sesso contro il materasso, tuttavia da come la descrive non mi pare che sia un problema particolare, salvo diversa dimostrazione in sede di valutazione. Sempre per quanto lei mi ha detto, è doveroso pensare sino a prova contraria che la gestione della sessualità nel periodo adolescenziale non sia stata proprio serena e quindi che un certo grado di stress, anche non percepito, ci sia stato. Anzi è proprio lo stress non percepito che finisce per agire negativamente e scaricarsi sulle strututre corporee meno vissute bene e/o serenamente. Ciò non vuol dire che lei abbia subito danni vascolari, ma che in una fase delicata quale è quella dello sviluppo, dove tutti i fattori devono essere armonici, può aver dato luogo a minore efficacia degli stimoli e quindi accentuata una condizione di sviluppo del pene che è genetica. La questioen non è semplice, ma piangere sul latte versato non serve a nulla... meglio darsi da fare e porre rimedio. |
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| Data: 7/7/2008 |
| Nick: covi |
| Età: 44 |
| Sesso: m |
| Provincia: PALERMO |
Domanda:
salve! ho dei problemi d'erezione in durata e consistenza ed inoltre un calo del desiderio in ambito coniugale. Ho provato con la masturbazione e dopo l'eiaculazione l'erezione non è durata nemmeno pochi secondi. pscologicamente mi sento molto giù
grazie.
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Risposta:
Il quadro è da collegare presumibilmente ad una consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica, ma anche a questioni metaboliche e talvolta vascolari. Deve rivolgersi ad un andrologo molto attento che esegua contestualmente il dovuto pacchetto di esami (legga la scheda specifica) e che poi attivi l'adeguata terapia ricostitutiva e, ove ne sussista la necessità le correzioni chirurgiche per idrovaricocele e parafimosi. Se vuole mi chiami al 335226344 per una valutazione preliminare clinico-ecografica o per eseguire direttamente il pacchetto completo di esami. |
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| Data: 6/7/2008 |
| Nick: Alex86 |
| Età: 27 |
| Sesso: m |
| Provincia: PISTOIA |
Domanda:
Salve dottore,ho 22 anni e da un annetto credo di soffrire di eiaculazione precoce e aumento del periodo refrattario.Prima riuscivo ad avere rapporti continuativi abbastanza duraturi e con un periodo refrattario di 10 minuti.Adesso nn considerando i preliminari riesco a durare 10 minuti circa,con un periodo refrattario di 30-40 minuti e anche più.Questo è avvenuto con diverse partners,quindi nn penso sia dovuto ad un problema di desiderio nei confronti della patner.Quale potrebbe essere la causa? |
Risposta:
Pur non essendo precocissima, la capacità di tenere per 10 minuti è tendenzialmente ridotta e quindi si presenta con un quadro di ejaculazione precoce. Meno problematico è il periodo refrattario che dipende da molti fattori tra cui anche la maturazione individuale per la quale dovrfebbe migliorare la qualità dell'amplesso così da sostituire progressivamente la quantità con la qualità: si può arrivare ad avere un solo amplesso ben gestito al giorno o ogni 2-3 giorni ed esere perfettamente a posto. Ovvio che se il tempo per l'ejaculazione è corto allora l'aumento del tempo refrattario diventa un problema. Le ragione dell'ejaculazione precoce sono diverse, ma spesso dipendono da un prepuzio parafimotico (troppo lungo e/o coprente) cghe favorisce l'opersensibilità irritativa del glande e/o da una congestione infiammatoria pelvico-prostatica che incrementa anche notevolmente la sensibilità alla presenza dello seprma nell'uretra prostatica con conseguente ejaculazione precoce. Deve rivolgersi quindi ad un andrologo molto attento che esegua contestualmente quanto necessario per definire le ragioni e attivare la corretta terapia. |
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| Data: 6/7/2008 |
| Nick: phen1975 |
| Età: 38 |
| Sesso: m |
| Provincia: ROMA |
Domanda:
Ciao, sono gay, ho 32 anni ed ho difficoltà a raggiungere e a mantenere l'erezione. Abito a Roma e vorrei un consiglio per sapere a chi posso rivolgermi in zona. Grazie! |
Risposta:
MI spiace ma non ho indirizzi. Con un po' di attenzione e leggendosi prima la scheda sul deficit erettile del sito, nonché magari le informazioni sul medesimo tema che emergono dai lavori riportati nella sezione andrologianews, penso sarà in grado di trovare un andrologo molto attento a Roma che esegua il percorso diagnsotico e terapeutico con la massima cura e senza i facili ottimismi dei vasodilatatori. Se poi non riesce ad avere soddisfazione a Roma, mi chiami al 335226344 e fisseremo un appuntamento nel mio studio di Milano. |
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| Data: 6/7/2008 |
| Nick: semo |
| Età: 48 |
| Sesso: m |
| Provincia: LA SPEZIA |
Domanda:
ho 43 anni,da qualche mese noto che la mia eiaculazione ha perso di forza,il liquido fuoriesce senza più il classico "schizzo" fino a poco tempo fa piuttosto potente.La quantità dello sperma è invece rimasta invariataCosa può essere accaduto?
Ritenete opportuna una visita specialistica?
grazie |
Risposta:
Il quadro è certamente legato ad una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica. Legga con attenzione la scheda specifica e poi cerchi un andrologo molto attento che esegua una valutazione peliminare clinico-ecografica (prostata e testicoli) e poi (o direttamente) il pacchetto intero previsto per la diagnostica corretta. Dall'analisi di tutti i dati degli esami eseguiti contestualmente (la contestualità è fondamentale) ne deriverà la adeguata terapia ricostitutiva. Se vuole mi chiami al 335226344 e fisseremo rapidamente l'appuntamento. |
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| Data: 5/7/2008 |
| Nick: maverik46 |
| Età: 30 |
| Sesso: m |
| Provincia: TERAMO |
Domanda:
Salve dottore, volevo porle una domanda che non oso porre al mio medico. Sono un ragazzo di 25 anni, e ricordo di aver scoperto la masturbazione intorno ai 10-11 anni ricordo che la scoprii provando piacere strofinandomi sul materasso. Il problema e' che da allora fino ai 17-18 anni ho continuato a masturbarmi in quel modo anche parecchie volte al giorno a causa di poca pivacy in casa.
Le mia paura e' di aver compromesso il normale sviluppo del pene e l' espansione-capacita' dei corpi cavernosi . Infatti con questa masturbazione a pancia in giu' sul materasso (simulando i movimenti della posizione missionario) il pene non raggiungeva mai l' erezione completa e subiva delle forti pressioni.Spero che possa chiarirmi le idee perche ho questo rimorso: "se mi fossi masturbato nel modo classico chissa' come sarebbe ora il mio pene"
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Risposta:
Il suo pene ha le dimensioni che avrebbe comunque avuto con la masturbazione "a mano". Quel suo modo di provare piacere ed avere delle ejaculazioni nel periodo di sviluppo non ha compromesso nessuno sviluppo in quanto non è stato più "traumatico" di qualsiasi altro modo di fare sesso. Altro è se la frequenza e quella modalità le ha indotto fattori stressogeni nella gestione che, questi sì, possono aver influenzato la buona vascolarizzazione con l'adguata capacità di espansione dei corpi cavernosi. In ogni caso non serve arrovellarsi il cervello in ipotesi più o meno verificabili. Si rivolga ad un andrologo molto attento che valuti con i dovuti esami eseguiti contestualmente lo stato complessivo del suo apparto e discuta con lei i problemi che rileva così poi da portarli efficacemente a soluzione. Se vuole mi chiami al 335226344 e fisseremo un appuntamento o per una valutazione preliminare o per l'intero pacchetto di esami, nel caso anche in vista di una terapia di sviluppo dimensionale. |
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