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Acido Jaluronico (HA - Hyaluronic Acid) in Andrologia: uso nelle malattie del pene


L'acido jaluronico può essere la soluzione per le dimensioni del pene, la malattia di Peyronie, la sensibilità del glande
Acido Jaluronico - Hyaluronic Acid

Abbiamo avuto modo di presentare, sia nelle schede del sito che in questi blog, alcuni aspetti del pene che possono essere trattati anche con l’acido jaluronico ottenendo risultati soddisfacenti con rischi collaterali decisamente bassi se non trascurabili.


L’acido jaluronico è una molecola naturalmente presente nel tessuto connettivo, costituita da glucosamminoglicano, che viene prodotta e distrutta continuamente in ragione delle funzioni che il connettivo deve svolgere.


Ci sono tre condizioni che possono essere trattate con l’acido jaluronico iniettato nella sede opportuna:


  • l’aumento di volume (circonferenza o diametro) del corpo del pene

  • il trattamento desensibilizzante del glande in caso di ejaculazione precoce

  • il trattamento delle placche fibrotiche della malattia di Peyronie in fase non stabilizzata.


In queste tre condizioni l’acido jaluronico, nella formulazione adeguata, viene iniettato cosicché possa agire nel modo utile.


Le preparazioni di acido jaluronico variano sia per la concentrazione del glucosamminoglicano che per la densità e la stabilità (sempre e comunque temporanea) della rete formata dalle molecole del glucosamminoglicano e dalla loro connessione con le molecole del collagene.

Le singole molecole e la rete sono ben idratabili, consentendo così una espansione dello spazio in cui viene iniettato e in successione una facile degradazione da parte della jaluronidasi, ovvero producendo l’azione di trattamento terapeutico.


Aumento del volume del corpo del pene:

l’acido jaluronico ha una concentrazione tra il 1% e il 2% e una rete da moderata ad alta densità e stabilità; viene iniettato nel sottocute, distribuendolo con la massima uniformità, dalla base del pene al margine sotto-coronale;

la quantità dipende dall’incremento del volume desiderato e compatibile con lo stato del corpo del pene così da poter ottenere fino a 5 cm di incremento della circonferenza (circa 1.6 cm di diametro) del corpo penieno;

l’acido jaluronico viene degradato progressivamente dalla jaluronidasi, ma in generale e con una formulazione ad alta stabilità, può mantenere il risultato per un anno e talvolta fino a due anni per quanto sia meglio evitare l’uso di formulazioni troppo stabili e sia meglio iniettare nuovamente l’acido jaluronico per compensare quanto si sia degradato.


Nella maggior parte dei casi il volume ottenuto è soddisfacente, ferma restando la necessità periodica di reintegralo con un nuovo inserimento di acido jaluronico.


Tre sono gli aspetti importanti da tenere presenti:

  • sempre va considerato il mantenimento della proporzione tra volume del corpo penieno e volume  del glande, per quanto ciò dipenda sempre e solo dalle scelte individuali;

  • sempre è meglio procedere alla circoncisione radicale preliminare per evitare che l’acido jaluronico migri nel prepuzio e induca problemi che poi richiedono comunque la circoncisione, magari in urgenza;

  • sempre è meglio procedere iniettando l’acido jaluronico a densità e stabilità di rete moderata e al 1% per verificare sia la tollerabilità che l’effetto ottenibile e poi nel caso procedere con l’acido jaluronico al 2% e a densità e stabilità di rete alta.


Desensibilizzazione del glande per l’ejaculazione precoce:

la EP può derivare da diversi fattori variabilmente concorrenti e, prima di procedere con la densensibilizzazione con l’acido jalulorico, è doveroso oltre che opportuno verificare sempre con le dovute valutazioni tali fattori;


il principio della azione sta nel rendere maggiore lo spessore della mucosa del glande, separando così maggiormente le terminazioni nervose da quanto le possa stimolare;

l’acido jaluronico viene impiegato al 1% e a bassa densità e stabilità di rete così da generare una barriera temporanea che “abitua” la zona a rispondere agli stimoli con bassa efficacia;

l’acido jaluronico viene iniettato dalla corona verso il vertice del glande, nell’area dorso-laterale; si formano dei piccoli rigonfiamenti che in qualche giorno si riassorbono lasciando l’acido jaluronico a formare la barriera sensoriale; anche in questo caso la jaluronidasi in circa 6 mesi degrada l’acido jaluronico che può essere reintegrato ove l’esito sia stato favorevole ma non temporalmente sufficiente.


Anche in questo trattamento è consigliabile eseguire la circoncisione radicale preliminarmente così da associare

  • la desensibilizzazione prodotta dal glande scoperto

  • un migliore e più efficace risultato estetico-morfologico in ragione del maggiore volume che si ottiene per il glande.



Malattia di Peyronie e relative placche fibrotiche:

abbiamo discusso nel blog specifico della Malattia di Peyronie e qui ricordiamo che questa ha una fase, a volte abbastanza lunga, di costituzione e stabilizzazione che porta alla formazione di placche;

queste con il tempo e la riduzione della reazione infiammatoria divengono calcio-fibrotiche e vanno risolte solo per via chirurgica;

tuttavia nella fase costitutiva si può agire con l’acido jaluronico a bassa densità e a concentrazione del 1% in quanto tale acido, iniettato nella fibrosi e nelle placche in formazione, consente di ridurre lo stato ossidativo e infiammatorio, nonché di ridurre la deposizione ed organizzazione del collagene; ciò consente al tessuto di ridurre se non arrestare il danno dettato dalla reazione immuno-infiammatoria alla base della malattia di Peyronie.


L’acido jaluronico può essere associato, in infiltrazioni alternate, con un fibrinolitico, antiaggregante e antiossidante tipo la pentossifillina o con un calcio-antagonista o con le onde d’urto.

Per quanto poi la riduzione fibrotica e delle placche favorisca la riduzione della curvatura, l’associazione dell’extender ben calibrato migliora ulteriormente l’esito e preserva la lunghezza del pene.


Le associazioni migliorano notevolmente l’esito della terapia e la sua favorevole stabilità.


Per la valutazione completa e la terapia per

  • l’aumento di volume (circonferenza o diametro) del corpo del pene

  • il trattamento desensibilizzante del glande in caso di ejaculazione precoce

  • il trattamento delle placche fibrotiche della malattia di Peyronie in fase non stabilizzata

con l’acido jaluronico a Milano contatta lo studio del Prof. Dr. Rando, in viale Monza a Milano.


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