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  • Immagine del redattoreDr. Carlo Rando

Esami per la Prostata a Milano


La prostata va valutata con diversi esami (eco, sangue, DRE) che si complementano tra loro..
I diversi e complementari esami per la prostata

La prostata è la ghiandola maschile che si trova sotto la vescica, avvolge il primo tratto dell’uretra, produce la maggior parte del liquido seminale per il trasporto ed il mantenimento degli spermatozoi, svolge funzioni immunitarie di difesa della via urinaria e genitale, svolge funzioni endocrine in particolare con la secrezione del DHT (di-idrotestosterone, ovvero la forma del testosterone ad alta attività androgena).


La prostata pertanto svolge un ruolo fondamentale nelle funzione genitale maschile e deve sempre essere valutata con i dovuti esami sin dalla pubertà, ovvero sin da quando entra in funzione a pieno regime.


Certo gli esami per la prostata hanno criteri differenti in ragione delle condizioni funzionali e disfunzionali che devono essere valutate, nonché in ragione dell’età.


Gli esami per la prostata dalla pubertà all’età adulta (diciamo tra i 10-15 e i 45 anni) riguardano prevalentemente lo stato funzionale e le patologie congestizio-infiammatorie, in particolare in relazione alla funzione fertile ed erettile, ma anche in relazione alla minzione.


Gli esami per la prostata dall’età adulta alla vecchiaia (diciamo tra i 45 e oltre gli 85 anni) riguardano prevalentemente lo stato congestizio-infiammatorio e le patologie degenerative, in particolare in relazione alla IPB e al cancro, ma anche in relazione alla minzione.


Gli esami per la prostata fondamentali sono quattro:

  • la DRE (la valutazione digitale transrettale) che consente all’urologo e all’androlgo di percepire la dimensione di massima, la consistenza, la delimitazione dei lobi, la dolorabilità;

  • l’ecografia doppler sovrapubica e/o transrettale, la prima per le valutazioni preliminari, la seconda per le valutazioni di dettaglio, tramite cui si determinano le dimensioni esatte (i diametri e il volume), i caratteri della struttura e della vascolarizzazione intra e peri-ghiandolare, il profilo e la pervietà dell’uretra prostatica;

  • la coltura del secreto estratto al meato tramite massaggio transrettale post-minzionale per verificare la presenza di cellule infiammatorie, di infezioni virali con la tecnica PCR e/o batteriche con la coltura e/o la tecnica PCR.

  • la determinazione del PSA (antigene prostatico specifico o semenogelasi) che è l’enzima principale secreto dalla ghiandola nel liquido spermatico e serve a fluidificare lo sperma.


Il PSA nello sperma è misurabile in mg/ml, ma pur essendo importante come diversi altri enzimi e molecole (le semenogeline che servono a rendere denso e protettivo il secreto seminale, la lattatodeidrogenasi per l’equilibrio tra il lattato e il piruvato, l’acido urico e gli ormoni steroidi) non fa parte delle determinazioni dei laboratori clinici e possiamo solo auspicare che lo diventi.


Il PSA nel sangue è misurabile in ng/ml e normalmente è presente in bassissime concentrazioni (fino a 2-2.5 ng/ml) in ragione del ricambio cellulare, ma aumenta anche notevolmente in ragione delle lesioni cellulari infiammatorie e in ragione della disfunzione delle cellule cancerose.

Il PSA nel sangue si misura in forma totale e libera e per una prima valutazione basta il livello totale; ove questo sia sopra la soglia dei 2.0 ng/ml va determinata la forma libera e definito il rapporto L/T; maggiore è tale rapporto e minore è la probabilità che esistano lesioni cancerose.


Oggi disponiamo della possibilità di dosare altre frazioni del PSA quale il 2-proPSA che viene prevalentemente liberato nel sangue dalle cellule cancerose o in ragione di consistenti infiammazioni; la corretta valutazione di tale frazione va sempre legata al PSA libero e totale tramite il calcolo del PHI (indice di salute prostatica); più il PHI è alto e maggiore è la probabilità che esistano lesioni cancerose.


Altri rapporti significativi sono: il rapporto tra testosterone e PSA totale (più il rapporto è basso e maggiore è la probabilità che esistano lesioni cancerose) e il rapporto tra PSA totale e volume prostatico, detto densità del PSA (più il rapporto è alto e maggiore è la probabilità che esistano lesioni cancerose).


Per quanto detto la determinazione del PSA nel sangue e il calcolo dei vari rapporti sono marcatori fondamentali per indirizzare la diagnosi verso le forme infiammatorie o iperplastiche o cancerose. Ovvio che tali marcatori siano tanto più importanti quanto maggiore è l’età del soggetto.


Per svolgere gli esami per la prostata a Milano contatta lo studio del Prof. Dr. Rando, in viale Monza a Milano.

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