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  • Immagine del redattoreDr. Carlo Rando

Fibrosi del Pene - diagnosi e cura a Milano


Il collagene e le cellule muscolari lisce devono mantenere un rapporto equilibrato.
I corpi cavernosi.del pene Il rapporto hanno una parte fibrosa e una muscolare liscia

I corpi cavernosi del pene sono costituiti da una rete di vasi ampiamente comunicanti tra loro, le cui pareti sono costituite da tessuto fibro-elastico e muscolare liscio; le connessioni tra i vasi sono tenute da una rete di tessuto fibro-elastico che in superficie forma una lamina fibrosa detta tunica albuginea.


L’equilibrio tra la componente fibrosa ed elastica consente il cambio di consistenza del pene e l’albuginea forma il contenitore espansibile che, per contropressione, determina la rigidità erettile.

La rete vascolare si espande e si contrae in ragione capacità funzionale delle cellule muscolari lisce che in risposta agli stimoli della rete nervosa fanno aumentare e diminuire il volume di sangue contenuto.

L’alterazione, per ragioni diverse, innesca un processo infiammatorio-riparativo facendo perdere la capacità elastica e di espansione/contrazione dei corpi cavernosi e generando la fibrosi del pene.


La fibrosi del pene è sempre un processo secondario a patologie o condizioni che innescano e sostengono la reazione fibrotica.


Tra le cause più importanti di fibrosi del pene troviamo

  • il diabete mellito, soprattutto quando non sia ben controllato

  • la malattia metabolico-ossidativa

  • i traumi meccanici gravi agenti sui corpi cavernosi

  • l’iniezione dei farmaci vaso-attivi per la terapia della DE

  • il fumo, l’alcool e i diversi fattori tossici ambientali

  • le protesi peniene mal posizionate o che si infettano

  • gli interventi agenti sulla pelvi che ledono la rete nervosa, tra cui la asportazione e la radioterapia della prostata per il cancro

  • gli eventi di priapismo a basso flusso

  • le disfunzioni immunitarie avverso il tessuto connettivo e muscolare liscio

  • le disfunzioni vascolari generali tra cui l’ipertensione.

La diagnosi della fibrosi del pene è quindi sempre decisamente articolata e richiede, oltre alla valutazione dello stato dei corpi cavernosi per via ecografica basale e doppler, anche la ricerca delle ragioni generali e locali.


La terapia della fibrosi del pene è tanto più efficace quanto più è precoce e richiede sempre il riequilibrio delle condizioni complessive (diabete, metabolismo, ossidazione, immunità) ove siano alterate.


La terapia della fibrosi del pene può trovare utilità nell’impiego

  • degli inibitori della fosfodiesterasi 5 in grado di sostenere la funzione vascolare e prevenire la degenerazione nervosa

  • del plasma ricco di piastrine (la terapia PRP) in grado di apportare un buon contenuto di fattori e citochine per la regolazione e la riparazione

  • delle onde d’urto attentamente gestite in grado di migliorare lo stato della rete vascolare e del flusso di sangue,

  • della terapia meccanica espansiva atta ad agire sulla funzione espansivo-contrattile dei corpi cavernosi.

La fibrosi del pene, anche se generata da una precedente protesi, può trovare soluzione almeno in termini di erezione nell’impianto di una nuova protesi, avendo cura di evitare ogni possibile azione avversa.


Per la valutazione completa della fibrosi del pene e per la terapia è possibile rivolgersi allo studio del Prof. Dr. Carlo Rando, in viale Monza a Milano.

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